Io non ci sto più

Ho imparato che aspettare è la più grande delle doti che la natura ha dato all’uomo. Ho imparato che dietro un cielo azzurro in una giornata lunga e ansiosa c’è sempre qualcosa per cui lasciar andare le paure e cedere alla debolezza. Ho imparato che l’amore è ovunque, quando lo provi: è nella canzone che hai ascoltato mentre amavi, è nel piatto che hai gustato quando vivevi un momento speciale, è nel sole accecante che ti costringe a capire che i giorni e le settimane stanno passando, nonostante tu stia facendo ogni giorno le stesse cose e tu stia cercando di non pensarci, che quel tempo sta trascorrendo.

“Cosa senti?” chiese alla signora che stava seduta sulla terrazza dopo aver pranzato.

“Precarietà” rispose lei.

“E poi?” continuò avvicinandosi.

“Impotenza”

“E non senti la mia presenza?”

“Sì, ma ti sto dominando” rispose lei alzandosi in piedi. Si asciugò le mani sul grembiule e continuò: ” Non voglio e non posso permettere che tu entri dentro ai pori della mia pelle. Se dovesse succedere non riuscirei più a vivere. Mi sveglio ogni mattina, mi lavo il viso e mi guardo allo specchio e sento le voci dei miei bambini e mi sforzo di pensare che oggi è un giorno in più e un giorno in meno: è un giorno in più senza che qualcuno che conosco si sia ammalato ed è un giorno in meno verso la libertà.”

” Sei brava” si sbalordì la paura ” non avrei creduto che qualcuno potesse tenermi a distanza con così tracotante grinta.”

” Siamo in tanti”. Si tolse il grembiule e tornò in casa e accese la musica e si lasciò pervadere da note conosciutee capaci di portarla lontano. ” Non puoi capire quanta forza ci possa essere nei corpi, nelle menti e nei cuori delle persone quando hanno uno scopo e un motivo per vivere. Tu resta pure lì, noi continueremo a tenerti a distanza, ti guardereremo e sosterremo il tuo sguardo cosicchè tu possa comprendere, lentamente, che riusciremo a restare in piedi anche quando il vento soffierà più forte e ci sembrerà di doverci piegare a lui”.

“Siete voi umani che riuscite a dominarmi. Gli altri esseri viventi spesso non ci riescono e fuggono, cercando un riparo e un giaciglio di fortuna. Voi riuscite a rimboccarvi le maniche e a guardarvi dentro per cercare un motivo valido per guardarmi e procedere oltre.” La paura si sedette: abbassò lo sguardo e si asciugò la fronte. Era stanca: di lottare, di provare ad imporsi, di stare eretta di fronte a tutti. La donna tornò sul terrazzo e le porse la mano: era ruvida, senza smalto, era la mano di una donna che conosce il sacrificio e la ricerca della felicità; era la mano di una persona che sapeva cosa aveva dentro e cosa c’era fuori, e stava in piedi senza sostegni, pronta a camminare di nuovo quando fosse stato il momento e perchè no, a correre. Si sedettero per terra, si abbracciarono le ginocchia con le braccia e le loro spalle si toccarono: erano due anime e anche se erano distanti, per un lungo momento avevano deciso di sostenersi.

Questa donna siamo noi, perchè ” Io non ci sto più, a guardare le stelle nel cielo…Io non credo più che si vince soltanto col cuore.” (L.B.)

E infatti si vince insieme. Il traguardo è vicino, allunghiamo lo sguardo. https://www.youtube.com/watch?v=jXKu5bYts40

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