Il rumore delle onde e della fatica…

Sono in spiaggia, una pausa di 10 giorni dal lavoro in attesa delle vacanze torride in agosto.

Guardo i miei figli che giocano con i loro amici costruendo castelli e ruscelli infinitamente surreali agli occhi di un adulto; ogni tanto corrono da me chiedendomi di andare a veder cosa hanno costruito e allora mi alzo, raggiungo quel piccolo spazio brulicante di ingegneri e muratori e vedo sorrisi pieni di orgoglio. In un attimo poi li vedo correre verso il mare, alla ricerca di un refrigerio e di un ulteriore spazio di divertimento.

Li guardo, e mi riposo. Stamani mi sono allenata, domani mi allenero’, su e giù per le strade elbane che non danno scampo a chi è alla ricerca della pianura. E allora Francesco mi adatta il programma alla mia settimana elbana, cercando di sfruttare i percorsi che la natura mi ha messo a disposizione.

Nelle pause sul lettino, a controllare i miei figli e a recuperare energie, voglio parlarvi di Letizia, una ragazza di 24 anni che vive a Pontedera con la sua mamma Dorella e il suo babbo, e per la quale stiamo organizzando una raccolta fondi per aiutarla a continuare a sognare sul suo cavallo, che la accompagna durante le gare di Paradressage in giro per l’Italia.

Si, Paradressage, perché Letizia è una paraatleta: all’età di 9 anni ha avuto un’emorragia cerebrale che ha tolto a lei, la capacità di camminare e di vivere una vita come avrebbe avuto diritto a vivere, e ai suoi genitori la luce, la speranza, la vitalità e la gioia di vedere un figlio sano.

La mia cara amica Silvia mi ha chiesto se potevamo organizzare una corsa, e provare a raccogliere soldi per aiutarli nelle ingenti spese che l’attività ippica comporta:le trasferte per le gare nazionali, gli allenatori, il camper con il quale si spostano e la sella speciale con cui Letizia dovrebbe montare il suo cavallo. Io non ho esitato e ho detto “si!”, e così sabato 29 giugno alle ore 6 del mattino ci ritroviamo al nuovo punto d’incontro al murales colorato, come ogni sabato, ma con uno scopo in più, alto, nobile, civile, un modo per far sentire Dorella e Letizia meno sole, perché per noi è irrilevante privarsi di pochi euro, ma insieme scopriamo che diventa molto rilevante per chi quei pochi euro sommati ai pochi di altre 30 persone, li riceve.

Ho telefonato a Dorella, ieri, per comunicarle la mia decisione di organizzare una corsa per Letizia, è lei era commossa, mi ha detto 4 volte di seguito “grazie”. Le ho detto che le avrei portato personalmente la somma raccolta e con l’occasione avrei conosciuto Letizia.

Ieri la mia giornata è stata chiara e felice, guardavo i miei figli e pensavo che se un giorno qualcosa di brutto dovesse loro accadere, mi auguro di avere accanto persone che mi pensano, mi aiutano, mi sorreggono, provano a capirmi: questo è quello che vorremo fare noi il 29 giugno, grazie a voi, ai vostri immensi passi che galoppano all’unisono, dando una speranza in più a Letizia.

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