Allenarsi è un pò come cucinare.

Oltre a correre mi piace moltissimo fare i dolci: molto più che cucinare primi o secondi, i dolci richiedono una ricetta da seguire, con elementi chimici che vanno ad equilibrarsi e a collaborare tra loro in modo da permettere alla torta di lievitare oppure di stare in piedi, oppure di essere semplicemente commestibile. La necessità di seguire la ricetta alla lettera e di dosare i giusti elementi affinchè collaborino tra loro e permettano al dolce di crearsi, mi affascina, e mi fa pensare alla corsa (ma và?!)

Quando ci alleniamo, che sia per correre un 1000mt o per correre una maratona, abbiamo bisogno di tutti gli elementi che concorrono a far si che la corsa sia performante: adesso li elencherò ma non in ordine di importanza, ma in ordine alfabetico, perchè poi li metteremo insieme nel giusto posto.

Partiamo dalla A come Allenamento, inteso in senso lato, cioè il tempo che dedichiamo alla nostra attività fisica preferita; che sia nuoto, corsa o bicicletta, dobbiamo pensare che non è fine a se stessa e non potremo mai riuscire ad eseguirla in maniera ottimale senza un contorno di altre attività che proverò ad estrapolare aiutandomi ancora con l’alfabeto.

Passiamo alla C di Corsa, movimento basico e naturale per l’uomo che ha avuto fin dall’Homo Sapiens lo scopo di fuggire dai predatori, da un temporale, da un pericolo in generale. La corsa, insieme alla camminata, è il movimento piu elementare che c’è, possiamo eseguirlo in ogni luogo, ad ogni temperatura, con qualsiasi abbigliamento: non c’è bisogno di ausili tecnici particolari per poter correre, bastano la testa e le gambe. Andiamo avanti con la lettera M, come Motivazione, senza la quale non riusciremo a fare niente: quella molla nel cervello che ti spinge ad alzarti, a vestirti ancora prima di essere sveglio, a correre quando gli altri si riposano, e a pensare alla corsa ogni minuto della giornata. Il nostro alfabeto continua con la lettera P, come Potenziamento: se andate a cercare la parola “Potenza” sul dizionario, troverete decine di significati, in quanto questo sostantivo femminile ha accezioni diverse, ma quella che più si addice al nostro campo è la “Capacità di produrre il massimo effetto, la migliore prestazione”. Potenziare il nostro corpo, dargli forza per sostenere quell’attacco continuo che la corsa imprime sul nostro organismo: questo è il significato che io dò alla parola potenziamento. Come possiamo pensare di correre per un’ora o due, di procedere ad un passo che i nostri antenati usavano solo per fuggire da un pericolo, senza dare una base solida al nostro corpo? Procediamo verso la prossima lettera e incontriamo la E, come Elasticità: l’allungamento e la facilità dei movimenti devono essere praticati con frequenza; l’elasticità è la proprietà di un corpo di riassumere la forma iniziale, una volta cessata l’azione delle forze che lo deformano. E come non dire che la corsa deforma i nostri muscoli, i tendini, le cartilagini e la pelle? E allora aiutiamo il nostro corpo a capire che vogliamo portarlo a correre iniziando la giornata con un pò di stretching globale, per poi concentrarsi sugli arti inferiori se siamo prossimi ad una corsa: in questo modo il muscolo tornerà lungo quanto deve essere, per trovarsi pronto allo sforzo successivo. Finita la corsa, anche se abbiamo fretta e dobbiamo “correre” a casa o al lavoro, ritagliamoci almeno 5 minuti per allungare i muscoli che hanno ricevuto più sollecitudini dal nostro allenamento: durante lo sforzo si sono accorciati, vogliamo lasciarli così?

Adesso iniziamo a mettere in fila le parole che abbiamo citato:

  1. Elasticità
  2. Potenziamento
  3. Corsa
  4. Motivazione
  5. Allenamento

Naturalmente c’è qualche pari merito (La motivazione è insieme alla corsa) ma dobbiamo rispettare le regole del gioco, e questo è il mio elenco, il mio vademecum per non farmi male.

Non vi siete accorti però che ho dimenticato la parola più importante, il Sacro Graal dei Forrest Run:il GRUPPO. Ben oltre la motivazione, l’allenamento e la corsa, c’è il Gruppo, il mio Gruppo, senza il quale le mie giornate sarebbero monotone. Il mio Gruppo, che mi ha insegnato a non guardare l’orologio, a fermarmi a bere alle fontanelle, a fermarmi ai ristori, a sorprendermi felice di non aver seguito la tabella della mia allenatrice perchè quel giorno non potevo perdermi la loro compagnia e il passo all’unisono con loro. Siete la mia lettera preferita.

I Forrest Run alle 6 del mattino

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